ISBN 978-88-98243-79-2 € 13,00

 

 

 

 La gentilezza dell’angelo. Viaggio antologico nello stilnovismo

 

Il concetto centrale dello Stilnovo, la Gentilezza che nella poesia cortese (trobadorica e siciliana) era vissuta sotto l’egida di una relazione feudale decisamente formalizzata, tra la Donna intesa come Domina (nel senso latino del termine “Signora”, “Padrona”) e il Cavaliere dedito al già elegiaco e classico servitium amoris, si colora vivamente di un’accezione nuova, tipica dell’ambiente
borghese del Comune: la nobiltà, in questa nuova dimensione sociale laicizzata, non consiste più nella discendenza di sangue, bensì trova la propria sede confacente nell’organo eletto a topos erotico fondante, il cuore. A mettere in atto un tale processo di elevazione spirituale è proprio quell’Amore personificato che così compie la propria parabola letteraria cominciata con Andrea Cappellano e giunta, trasfigurata metafisicamente, fino a Dante. In questo senso, l’imago erotica della donna angelicata, che di per sé non risulta essere neanche figura nuova, bensì già siciliana (la si trova, ad esempio, in Jacopo da Lentini), assume il valore cristianizzato di una vera e propria beatrice (il nome della donna amata da Dante è il più “parlante” della storia della letteratura mondiale): la Donna svolge funzione beatificante tramite il sentimento che suscita nel cuore del poeta, permettendo così la purificazione dell’anima e l’ascesa nella sfera del Bene Morale attraverso un vero e proprio processo di nobilitazione spirituale, colto nell’atto del suo teofanico ed epifanico fieri.

 

(Sonia Caporossi)

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