ISBN 978-88-907500-2-1 € 9,00

 

 

 

 

Claudia Zironi - Il tempo dell'esistenza

 

Il titolo di questo volume di Claudia Zironi, Il tempo dell’esistenza, costituisce probabilmente l’ideale navigatore in grado di condurci all’essenza del suo percorso, alla sorgente stessa della sua poesia.

Il verso chiave dell’intero viaggio poetico è forse: Solo questa spina nata storta / le ricorda l’esistenza.

C’è sempre un dimenticare in questi versi, persino quando si aprono a un sorriso pieno d’affetto: si è perso un pensiero / di cinque anni fa / col costumino rosso -  oppure quando elenca le caratteristiche legate all’intima essenza della donna, il legame e l’accudire: ti scordo nella credenza.

È certamente una smemoratezza che partendo dal dato biografico dell’autrice si allarga a rappresentare una condizione esistenziale, è un dio distratto che ci ha generato, casualmente, e nella sua distrazione ci ha dimenticati qui, in una sospensione di esistenza, in una perenne attesa che esclude la possibilità di un vero progetto, di una concreta realizzazione. (Paolo Polvani)

 

Sono nata a Bologna, dove tuttora vivo, quarantotto anni fa, il ventisei di marzo. A otto anni in gran segreto, dopo aver letto Salgari, ho scritto “La Donna Sandokan”; é iniziata così una carriera di scritti nascosti, accuratamente non condivisi. Gli scrittori in famiglia si dice, con pudore, che non siano mancati: lo testimoniano reperti polverosi rinvenuti nelle soffitte. Io son la prima che, a soli quarantotto anni, ha avuto il coraggio di fare outing, ancora in ristretta cerchia e non con i genitori – che il colpo sarebbe troppo forte alla loro età, ancora più di quello che diedi loro intraprendendo e concludendo studi orientalistici all’università – ammettendo il vizio per la poesia.

Fortunatamente e fortunosamente ho una professione di tutto rispetto, in azienda, con mansioni di responsabilità definite in inglese di Trade Marketing. Ciò – l’inglese soprattutto – tranquillizza gli anziani genitori e mi ha consentito di allargare la cerchia di coloro a cui nascondere che scrivo. Alla figlia undicenne ho detto la verità, invece, per consolarla del fatto che allo spettacolo di quinta elementare, mentre le compagne presentavano un numero di disco dance, lei ha sentito l’irrefrenabile pulsione di recitare il primo canto dell’Inferno come introduzione, e tre sue poesie come pezzo forte. La sofferta decisione di uscire allo scoperto si è concretizzata a luglio 2012 con l’onore della pubblicazione di tredici mie liriche in un noto blog di poesia.

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