ISBN 978-88-98243-94-5 € 15,00

 

 

 

 Ultimi versi

«Per Jules Laforgue il ricorso all’anarchia linguistica e stilistica nonché, negli ultimi anni, alla disarticolazione delle strutture metriche tradizionali fu una dichiarazione di unicità umana e poetica, una vera e propria liberazione della poesia dai suoi vincoli, un esempio che altri seguiranno negli anni a venire. Eppure, egli viene tuttora considerato, tra i poeti del suo tempo, al massimo come il “maggiore tra i minori”, probabilmente perché ancora oggi resta valida l’affermazione del critico americano Robert Ralph Bolgar: “Leggi le poesie o i racconti di Laforgue senza la dovuta attenzione e quasi certamente non ti piaceranno […] contengono più novità di quante la mente possa accettare senza uno sforzo consapevole”.» (Francesca Del Moro)

«Perché, negli anni Venti del XXI secolo, tradurre in italiano i Derniers Vers di Jules Laforgue? C’era almeno una ragione oggettiva per farlo: l’assenza, nella nostra lingua, di una loro versione completa. Diverse poesie della raccolta postuma sono state tradotte, certo: un paio tra le Poesie e prose curate da Ivos Margoni (1998), qualcuna in più nelle Poesie raccolte tempo prima da Luciana Frezza (1965). Vari testi, tuttavia – per quanto mi è dato sapere – si trovano per la prima volta da questo lato delle Alpi. Se la completezza non fosse in sé una ragione valida (secondo me lo è), c’è un secondo aspetto da tenere in considerazione. Si tratta della forma delle traduzioni esistenti fino a oggi, una forma insoddisfacente (non tanto o non solo per mancanze oggettive delle versioni precedenti, quanto per il partito preso di entrambe; ma ci torneremo) e che sembrava chiamare a gran voce una ritraduzione anche per ciò che già era stato portato in italiano.» (Fabio Regattin)

Francesca Del Moro  è scrittrice, traduttrice, editor, performer e organizzatrice di eventi legati alla poesia. È nata a Livorno nel 1971 e vive a Bologna. È laureata in lingue e dottore di ricerca in Scienza della Traduzione. Ha pubblicato le raccolte di poesia Fuori Tempo (Giraldi, 2005), Non a sua immagine (Giraldi, 2007), Quella che resta (Giraldi, 2008), Gabbiani Ipotetici (Cicorivolta, 2013), Le conseguenze della musica (Cicorivolta, 2014), Gli obbedienti (Cicorivolta, 2016), Una piccolissima morte (edizionifolli, 2017, ripubblicato nel 2018 come ebook nella collana Versante Ripido / LaRecherche) e La statura della palma. Canti di martiri antiche (Cofine, 2019). Ha curato e tradotto numerosi volumi di saggistica e narrativa ed è autrice di una traduzione isometrica delle Fleurs du Mal di Baudelaire, pubblicata da Le Cáriti nel 2010. Fa parte del collettivo Arts Factory insieme a Federica Gonnelli e alla fondatrice Adriana M. Soldini. Come membro di Arts Factory, ha contribuito come traduttrice e performer ai cataloghi, alle opere di videoarte e alle performance di presentazione delle mostre collettive di arte contemporanea Scorporo (2011), Into the Darkness (2012) e Look at Me! (2013), nonché allo spettacolo Rose gialle in una coppa nera dedicato a Cesare Pavese e Luigi Tenco (2018). Propone performance di musica e poesia insieme alle Memorie dal SottoSuono, con cui ha inciso due brani inclusi nelle compilation Leitmotiv 13 (2013) e Leitmotiv 14 (2014) prodotte da Fuzz Studio e ha partecipato alla realizzazione del primo album omonimo (2016). Nel 2013 ha pubblicato la biografia della rock band Placebo La rosa e la corda. Placebo 20 Years, edita da Sound and Vision. Dal 2007 organizza eventi in collaborazione con varie realtà bolognesi e fa parte del comitato organizzativo del festival multidisciplinare Bologna in Lettere e dello staff della rassegna IGiovediDiVersi a cura di Versante Ripido. Cura la rubrica “Poemata. Versi Contemporanei” per la rivista ILLUSTRATI edita da Logos. 

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